Sequestrata una piantagione di papaveri da oppio

2' di lettura 08/07/2022 - Ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, e nel rispetto dei diritti dell’indagato (che, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza), si rende noto che le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso hanno concluso un’operazione finalizzata a contrastare la produzione illecita di sostanze stupefacenti.

I finanzieri del Gruppo Treviso, infatti, con il supporto dei colleghi della Tenenza di Castelfranco Veneto, hanno sequestrato ad Altivole una piantagione di papaveri da oppio, realizzata su un terreno di circa 200 metri quadri, denunciando un cittadino straniero per il reato di coltivazione illecita di piante da cui ricavare sostanze stupefacenti.

A portare sulle tracce del terreno adibito alla “particolare” coltivazione è stata l’attività di controllo del territorio, svolta dalle pattuglie dei due Reparti della Marca, che hanno individuato i papaveri da oppio, nonostante le piante fossero abilmente occultate tra la restante vegetazione.

A destare l’interesse dei finanzieri è stata proprio la circostanza che il giardino di una villetta, adibita in parte ad abitazione e in parte alla produzione di capi d’abbigliamento, fosse disseminato, in mezzo alle altre coltivazioni di verdure e ortaggi, di 152 piante di papavero ben curate, alte tra i 30 e i 90 centimetri.

Che si trattasse di una coltivazione non autorizzata è stato confermato dagli esiti delle analisi effettuate dal Laboratorio di Tossicologia Clinica e Forense dell’Azienda ULSS3 Serenissima di Venezia, che hanno accertato la presenza, nei 356 bulbi di papavero, dei principi attivi della morfina e degli oppioidi (codeina, papaverina, noscapina).

Il responsabile è stato dunque denunciato per il reato di coltivazione e produzione illegale di stupefacenti, mentre la piantagione è stata sequestrata e l’Autorità Giudiziaria trevigiana ne ha disposto la distruzione.

L’operazione testimonia l’impegno della Guardia di Finanza di Treviso nel contrasto alla coltivazione illegale di piante da cui trarre sostanze stupefacenti, per la tutela della salute pubblica, e conferma l’importanza del controllo del territorio quale presidio indefettibile per l’individuazione dei traffici illeciti.






Questo è un articolo pubblicato il 08-07-2022 alle 10:53 sul giornale del 09 luglio 2022 - 142 letture

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