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Chiesti 4 anni per Katia Spadetto assicuratrice di Revine che vendeva polizze truffaldine, intascando 600.000 euro

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Convinceva i suoi clienti ad investire in polizze vita dal mirabolante rendimento del 25 % ma erano tutte false. Il 5 giugno il PM del Tribunale di Treviso ha chiesto che sia condannata a 4 anni, ma appare difficile il ritrovamento delle somme percepite indebitamente

Tra il 2015 e il 2019 aveva gestito la “Kanto Assicurazioni” proponendo a decine di clienti delle polizze vita che avrebbero dovuto fruttare addirittura il 25 % all'anno. Katia Spadetto 58enne di Revine era affabile e gentile, anche se dietro a quegli occhiali da professionista nascondeva un raggiro che era riuscita a portare avanti per anni ai danni di imprenditori suoi clienti del quartier del Piave. Il sistema partiva da una semplice constatazione, sono ormai in pochi a fidarsi del trading online e le truffe con il sistema cosiddetto Ponzi, che consiste nel far guadagnare veramente i primi investitori che poi procacceranno tanti altri che invece verranno truffati, non funzionano più.

Invece una “seria” proposta di assicurazione sulla vita, sopratutto se fornisce anche un alto rendimento è molto più credibile. Con questo metodo la donna era riuscita ad accattivarsi le simpatie e i capitali di una trentina di persone, rilasciando sempre “regolare” ricevuta su carta intestata piena zeppa di clausole, sigilli e timbri che dovevano garantirne la credibilità. Peccato che le compagnie assicurative che comparivano sulle ricevute fossero inesistenti, oppure del tutto estranee ai contratti posti in essere dalla tranquillizzante assicuratrice.

Per diverso tempo gli affari sono prosperati sia con clienti di Revine e Tarzo che Vittoriesi e Coneglianesi, fino ad arrivare alle pendici del Monte Grappa. Periodicamente la Spadetto consegnava qualche centinaio di euro di interessi e dimostrando una notevole fantasia anche dei buoni carburante da spendere in distributori della zona per piccoli importi che erano reali. La truffa venne alla luce per le richieste di poter riscattare gli importi investiti da parte di alcuni, che dopo aver compreso di essere stati raggirati si sono costituiti parte civile con gli avvocati Alessandra Rech e Graziana Cenna.

Il processo attuale verte essenzialmente sugli aspetti truffaldini della vicenda, senza che Katia Spadetto debba rispondere di reati più gravi avendo minacciato uno dei raggirati con frasi del tipo: “So dove abiti, se continui a chiedermi i soldi finisce male”. Di tutt'altro avviso la difesa che avrebbe voluto che il giudizio si limitasse al Tribunale Civile, essendo esclusa la truffa dal momento che il 25 % di ricavo doveva far subito pensare che non fosse possibile. Al di la delle opinioni espresse dalla difesa, se i clienti raggirati avessero fatto una semplice visura camerale avrebbero visto che la “Kanto Assicurazioni” altro non era che una ditta individuale di Spadetto Katia, con un solo dipendente indicato, di fatto nemmeno quello e una generica dicitura di “Sub-agenti di assicurazioni”. Consigliamo a chiunque voglia sottoscrivere polizze o fare investimenti di partire da una visura camerale, che già fornisce una serie di elementi di valutazione, anche se il vecchio materasso a molle potrebbe ritornare in auge come luogo privilegiato dove mettere al sicuro i propri sudati risparmi.



Questo è un articolo pubblicato il 06-06-2024 alle 15:30 sul giornale del 07 giugno 2024 - 68 letture






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